«Che la realtà dell’Archivio Alinari resti intatta e fruibile quanto a patrimonio umano, in termini di lavoratori, e artistico-culturale e di memoria collettiva: voglio impegnare la Regione su questo fronte e per questo ho presentato direttamente in aula una mozione in cui invito a coinvolgere anche, ove necessario ed opportuno, il Mibact»: così il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, fresco dall’aver protocollato e presentato come un lampo nell’aula dove è in corso la seduta dell’Assemblea toscana una mozione sulla salvaguardia dell’Archivio Alinari di Firenze, il cui archivio fotografico è uno scrigno di storia e arte che oggi racchiude, scrive lo stesso Marchetti nel suo atto, 220mila lastre fotografiche e oltre 5 milioni di fotografie oltre a occupare 24 persone tra Fondazione e Alinari Idea.
La mozione ha ricevuto l’approvazione del Consiglio regionale, ed ecco come ricostruisce i termini della questione: «Con 220mila lastre fotografiche e oltre 5 milioni di fotografie – scrive il Capogruppo di Forza Italia – il patrimonio fotografico della Fratelli Alinari, completamente notificato da parte della Soprintendenza Archivistica, rappresenta una tra le massime realtà culturali e storiche del settore, nonché la più antica azienda dell’immagine e della comunicazione nel mondo. Fondata nel 1852 dai fratelli Leopoldo, Giuseppe e Romualdo Alinari – ripercorre la mozione – l’azienda ha finora avuto la sua storica sede nel centro di Firenze, nel Largo omonimo a ridosso della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella. L’immobile è però di recente stato venduto, e quella sede verrà dismessa a far data dal 30 giugno 2019».
I giorni contati, dunque. Nel frattempo: «Il patrimonio è in questi giorni oggetto di trasloco e messa in sicurezza presso un magazzino dedicato, di proprietà della società Art Defender, a Calenzano, in provincia di Firenze. La Soprintendenza Archivistica della Toscana ha dichiarato il patrimonio Alinari un unicum di interesse storico e culturale sia a livello nazionale che internazionale. I 24 dipendenti che l’azienda attualmente occupa, tra Fondazione Alinari e Alinari Idea, sono al momento privi di certezze sul loro futuro e anzi: per il 60% di loro con la chiusura della sede storica si prospetta anche la cessazione del rapporto di lavoro».
«Considerato che la Regione Toscana manifesta l’intenzione di valutare l’acquisizione dell’Archivio», Marchetti adesso vuole invitare con chiarezza la giunta a procedere impegnandola «ad adoperarsi in ogni sede e con ogni mezzo a tutela della piena tenuta occupazionale per quanto riguarda il futuro dei dipendenti di Fondazione Alinari e Alinari Idea», «ad intraprendere con urgenza ogni possibile iniziativa, anche se del caso interessando il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per restituire alla fruizione sia scientifica che culturale del patrimonio di immagini dell’Archivio» e «a valutare ogni azione possibile finalizzata alla valorizzazione di un patrimonio che è anche attrattore di turismo, intelligenze, memorie, esperienze, creatività e capacità».
Leave a comment