«Toh guarda, sotto al ponte di Vado c’è una nuova fontanella! Uh no: è un tubo rotto che Gaia non ripara da quasi sei mesi. Ma che si aspetta? I cittadini quell’acqua la pagano, e intanto l’ambiente si impoverisce. E’ un vero peccato sotto ogni punto di vista»: l’attacco arriva dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, autore proprio nelle scorse settimane di uno studio di elaborazione dati sulla dispersione idrica in Toscana e nei singoli comuni.
«A Camaiore la dispersione è del 30,61%. Ci sono zone messe peggio, ma non è guardando al peggio che le tariffe scendono e l’ambiente ne guadagna. Le reti sono obsolete – commenta Marchetti – e a volte le toppe non sono sufficienti. Però mettiamole, Santo Cielo! Non si può accettare un simile atteggiamento ‘tanto peggio tanto meglio’ dopo che le segnalazioni sono state effettuate a più riprese sia dai cittadini, sia dal nostro capogruppo a Camaiore Riccardo Erra anche per tramite di atti formali in Consiglio comunale. Dobbiamo mica andar noi lì per caso a rattoppare?»
Il Capogruppo regionale di Forza Italia contesta la gestione: «Casi come questo, con l’acqua che zampilla a vuoto da mesi tanto da aver perfino incavato il suolo a riva del fiume Lombricese, oltre a produrre danno ambientale perché si disperde un bene prezioso come l’acqua – spiega Marchetti – gravano sulle tasche dei cittadini a livello tariffario. Non porvi rimedio è a nostro avviso indice di scarsi responsabilità e rispetto. Emungere acqua cosa. Trattarla costa. Immetterla in acquedotto affinché arrivi ai rubinetti delle abitazioni cosa. E se poi quella stessa acqua finisce zampillando allegramente in un fosso beh: la pagano tutti eh, non è che scivola via così! Quei costi vanno in bolletta».
Ed eccoli, i dati sullo stato delle reti idriche camaioresi gestite da Gaia per come sono stati cristallizzati dall’Istat nel suo ultimo censimento delle acque: «La percentuale di dispersione idrica del 30,61% già detta – illustra Marchetti – in valore assoluto significa che dei 3.744.000 metri cubi d’acqua annualmente emunti per essere immessi nelle reti dell’acqua potabile, a destinazione, ovvero ai nostri rubinetti, ne arrivano 2.598.000 metri cubi, mentre il resto, ovvero 1.146.000 metri cubi, si perde per la via. Una parte sappiamo dove va: a innaffiare le sponde del fiume Lombricese all’altezza del ponte di Vado. Si ripara, quel tubo, oppure no?»
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